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Joan Mirò, Donna seduta II

Posted By: Groja On:


joan mirò

Quando Joan Mirò dipinge La donna seduta II è il 1939; la guerra civile spagnola è ancora in corso e il dipinto è uno degli esempi di aggressività creativa con cui l’artista catalano reagisce alla violenza del conflitto.

In questa puntata di Guggenheim On Air, Philp Rylands si concentra proprio su questo quadro; un’opera che è considerata “manifestazione finale delle peintures sauvages di Joan Miró”. Potete ascoltare qui sotto il podcast.

 

Joan Mirò: una breve biografia

Joan Mirò i Ferrà nasce il 20 aprile 1983 a Barcellona. Da giovane studia affari commerciali, ma porta avanti l’attività di disegno; viene assunto come contabile in una drogheria, ma una crisi nervosa nel 1911 lo spinge a lasciare il lavoro. Durante il periodo di convalescenza, decide di dedicarsi totalmente all’arte. Nel 1912 si iscrive all’Accademia di Francisco Galì. Negli anni Venti si sposa con Pilar Juncosa e, dopo essersi trasferito a Parigi, inizia ad acquistare credito nei circoli artistici; ma la celebrità arriva solo negli anni Cinquanta, quando vince il premio per la grafica alla Biennale di Venezia (1954) e il Premio internazionale Guggenheim (1958). Nei vent’anni successivi, Joan Mirò riceve molte onoreficenze. tra cui la Medalla d’Or de la Generalitat de Catalunya. Muore a Maiorca nel 1983, all’età di 90 anni.

La donna seduta II (Femme assise II)

Si legge nelle note della Peggy Guggenheim Collection:

“La figura umana è trasformata in una creatura grottesca e bestiale. Ciononostante l’aggressività delle immagini e degli elementi formali coesiste con i particolari fantastici e i sottintesi cosmici. Mentre la bocca aperta con i denti a sega dà la sensazione della voracità o dell’angoscia della donna, il seno a forma di bottiglia implica la sua forza generatrice.”

Un’opera di estrema forza espressiva, ed espressionistica. Una figura che fa trasparire un’immaginazione violenta e un forza creativa prorompente.

“Il suo ampio busto costituisce un fondo impenetrabile; la linea dell’orizzonte è descritta dalle sue spalle quadrate, al di fuori delle quali crescono i gambi vegetali delle braccia e del collo. Le forme dell’uccello e del pesce fluttuanti nell’atmosfera diventano i simboli dell’aria e dell’acqua, mentre gli emblemi della luna, della stella e dei pianeti sul collare della donna ampliano la simbologia fino a comprendere il piano astrale. Si crea un universo di coesioni e la fusione è data dalla ripetizione delle forme.”


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